Dopo l’amara retrocessione nella stagione 1981/82 dalla 1^ alla
2^ categoria, si aprirà per la società del “Balcone
delle Marche” uno dei periodi più belli della sua storia
calcistica ormai quarantennale.
Tre le persone che, in un modo o nell’altro,
lasceranno un segno indelebile nella storia di
questa società: ai vertici societari arriva il “Presidentissimo”,
l’indimenticato Cav Sante Marchegiani mentre
alla guida tecnica della squadra Carlo Cappanera
prima e Domenico Salvi poi, apriranno un ciclo
vincente proiettando i colori biancorossi verso grandi traguardi
sportivi.
Il presidente Marchegiani resterà in carica per quattro anni
portando la squadra dalla 2^ categoria all’Interregionale,
lasciando ai suoi successori (Santamarianova, Mogianesi e Giulio
Pelagagge) una struttura societaria solida e collaudata.
Mister Cappanera trionferà in due campionati consecutivi:
in 2^ categoria (1982/83) e l’anno successivo in 1^ categoria
portando la squadra in Promozione.
Una citazione particolare merita la formazione della stagione
1982/83 che battè ogni record non
solo a livello regionale ma anche nazionale: tutti
i media ne parlarono.
Quella squadra vinse il campionato di 2^ categoria conquistando
ben 56 punti su 60 a disposizione, collezionando
26 vittorie e 4 pareggi, stabilendo il record di
vittorie interne ed esterne, il maggior numero di reti segnate in
casa e fuori, così come la difesa che risultò la meno
perforata, il distacco dalla 2^ classificata a fine campionato fu
di ben 15 punti.
Quella squadra, costruita dal Presidente Marchegiani e da mister
Cappanera, era nata non solo per vincere ma anche per strabiliare
e divertire il numeroso pubblico che ogni domenica accorreva allo
“Spivach”.
I
protagonisti rispondevano ai nomi di Cristiano Cristiani
(il più grande bomber che abbia mai vestito la casacca biancorossa
con passato calcistico in serie A ad Udine ed in serie B e C con
il Fano), Marino Apostoli (il classico libero anche
lui con trascorsi in serie A e B), Rossini (il
portiere-saracinesca di professione d.j. di notte e bagnino di giorno)
Leonardo Boldrini (detto “l’Ape Maia”:
un mediano “quattro polmoni” con il più bel cross
dal fondo, in corsa, delle Marche!), Zitti Serse
(anche lui un grande attaccante: “un rapinatore d’area”
con il fiuto del gol molto spiccato), Maurizio Schiavoni
ed altri: tutta gente di “categoria superiore” (per
usare un eufemismo).
La
rosa della squadra era poi completata da giovani locali di belle
speranze quali Cesare Bartoloni,
Maurizio
Branchesi, Francesco Ippoliti, Carlo Capogrossi e Mirco Mazzieri.
Quest'ultimo, all'epoca 19enne chiamato in campo da mister Cappanera
all'indomani del grave infortunio occorso al bomber Cristiani (rottura
del perone che lo fece saltare 14 partite), realizzò ben
12 reti contribuendo alla vittoria finale.
L’anno successivo (1983/84), con pochissimi
ritocchi, fu un gioco da ragazzi trionfare nel campionato
di 1^ categoria e vincere il titolo regionale. Nel gruppo
vincente oltre ai riconfermati Strappa, Boldrini, Cristiani, Schiavoni,
Rossini, Francioni, Tantucci, Massaccesi, Ippoliti, Zitti Tony,
Trillini entrarono a far parte anche Petraccini, Montesi, Fiori,
Giattini e Menichelli (richiamato a sostituire Mazzieri impegnato
nel servizio di leva).

Per la sua prima esperienza nel campionato di promozione
(s.s. 1984/85) la Cingolana si affida a Renato Bussolari
ex gloria dell’Ancona anni ’70 (in serie C).
L’esperienza del tecnico anconetano fu sfortunata e breve
tanto che, nel novembre ’84, con la squadra
terz’ultima in classifica, Bussolari viene esonerato e al
suo posto viene chiamato il maceratese Domenico Salvi.
Inizia
la cosiddetta “Era Salvi” che durerà
quasi 5 anni e che ancora oggi sarà ricordata come la più
gloriosa della storia biancorossa. La Cingolana
infatti approda nel Campionato Interregionale (oggi
Campionato Nazionale Dilettanti) e vi resta per ben tre anni: un
traguardo fino a pochi anni prima impensabile per una piccola città
come Cingoli.
Alla fine della stagione 84/85, Salvi porterà la Cingolana
al 3° posto e valorizzerà diversi giovani del vivaio
locale.
La stagione successiva (1985/86), rispettando il
programma concordato con la dirigenza, il buon
Domenico
centra subito un grande traguardo: vince il campionato di
Promozione e, dopo un memorabile spareggio contro la Sangiustese
di Gambogi, giocato allo stadio “Roccheggiani” di Falconara,
al quale assisterono circa 5000 spettatori, conquista l’Interregionale.
Una partita “storica” che ancora oggi viene ricordata
come una delle più entusiasmanti. I biancorossi passarono
in vantaggio con un gol incredibile da 40 metri di Dario Gallenzi
che mandò la palla ad infilarsi nel “sette”,
furono raggiunti allo scadere del 1° tempo da un gol del bomber
Palini, per poi passare definitivamente in vantaggio a metà
del 2° tempo supplementare con David Mugianesi su assist del
sebentrato Paolo Massaccesi: due cingolani purosangue, un segno
del destino! Ricordiamo la storica formazione messa in campo
da Salvi in quel memorabile 18 maggio 1986:
Recanatesi,
Fiori, Carloni (71’ Massaccesi), Gallenzi, Marco Maiolatesi,
Strappa, Giattini (52’ Tartarelli), Antinori, Bedini, Mugianesi,
Giorgio Maiolatesi. A disp. Trillini, Fabrizi, Chiariotti.
Questa invece la Sangiustese di Gambogi: Ciocci, Corradini, Iobbi,
Cesetti, Ricci, Sopranzetti, Curzi (83’ Svampa), Ciucci, Palini
(Rita ’99), Evangelisti, Silveri. A disp. Zampolini, Brillarelli,
Contigiani.
Arbitro: Ruggero di Nocera Inferiore.
Reti: Gallenzi (C) al 32’, Palini (S) al 45’, Mugianesi
(C) al 102’.
Note: Spettatori 5000 circa. Ammoniti: Antinori, Mugianesi, Evangelisti.
Espulsi: l’allenatore della
Sangiustese Gambogi al 109’ per proteste, Svampa al 112’
per scorrettezze ed Antinori al 117’ per doppia ammonizione.
Angoli 9-3 per la Sangiustese.
Vale
la pena ora di parlare di mister Domenico Salvi
che ha regalato ai colori biancorossi grandi soddisfazioni e successi
indimenticabili. L’uomo che nello spareggio fu costretto a
rinunciare al “gladiatore” allora 17enne Enrico Tittarelli
perché squalificato, e che, come titolarono i giornali dell’epoca,
indovinò proprio tutto. Dopo pochi minuti del 2° tempo
infatti Salvi inserì il difensore centrale Tartarelli al
posto del centrocampista Giattini per non soffrire sulle palle alte
in area preda molto spesso di Palini, mentre al 71’ mandò
nel mezzo Massaccesi al posto del fluidificante Carloni, spostando
il Mugia sulla trequarti: tutte mosse vincenti!!
Domenico
Salvi (“Domè” come veniva chiamato dai suoi ragazzi)
infatti, con l’assenso della società, oltre ad essere
il responsabile tecnico impersonificava diversi ruoli che oggi rispondono
alla qualifica di Direttore Generale, Direttore Sportivo, Team Manager,
Addetto Stampa. Era lui infatti che visionava i giocatori e, insieme
alla società raggiungeva l’accordo economico, era lui
che organizzava le trasferte in pullman, era lui che contattava
i ristoranti e gli alberghi, era lui che teneva i rapporti con i
giornalisti indicando loro ciò che si doveva scrivere della
Cingolana.
Un grande allenatore ed un grande uomo che aveva fatto del “gruppo”
la sua forza. Infatti, proprio all’interno dello spogliatoio
era riuscito a creare un gruppo unito e vincente con i suoi ragazzi
che poi lo hanno ripagato con grandi successi, instaurando anche
dei sani rapporti sul piano umano.
L’anno
successivo in Interregionale (1986/87) gli avversari
si chiamano Chieti, Vasto, Lucera, Corato, Penne, Manfredonia, Trani,
Molfetta (città di oltre 100 mila abitanti), mentre Cingoli
di anime ne conta appena 10 mila. Sono gli anni di grandi giocatori
qualii Recanatesi, Musarra (si avete capito bene il portierone che,
dopo aver difeso la porta di Ascoli e tante altre squadre, milita
ancora nei professionisti: a Cesena in serie C), Fiori, i fratelli
Maiolatesi, il “romanaccio” Donati, Gasparrini, il filottranese
carloni, Carancini, il treiese Tartarelli, lo jesino Scorcelletti,
Antinori, Gallenzi il bomber Andreozzi, Persiani e i cingolani Andrea
Strappa, “Mugia” (David Mugianesi), il 18enne Enrico
Tittarelli, il 16enne Massimo Marchegiani oltre a giovanissimi Simone
Ultimi, Giuseppe Bartolucci e Francesco Massei. Ebbene la Cingolana
di Salvi, al cui vertice
dirigenziale
si era intanto inserito Osvaldo Santamarianova, da matricola, disputa
un grande campionato raggiungendo un’ottimo 11° posto
finale. Alla 4^ di campionato a Cingoli si gioca Cingolana- Vastese
e arriva, da Viareggio, per la direzione della gara un certo ….
Pierluigi Collina; il campionato sarà vinto dai nero-verdi
del Chieti che proprio nell’ultima di campionato (4 maggio
’87) sono di scena a Cingoli. Ai biancorossi basta un punto
per la salvezza matematica mentre il Chieti è già
in C2. Un’impresa non facile anche perché nelle cui
file degli abruzzesi militavano giocatori del calibro del bomber
Sgherri, del libero Genovasi, De Juliis, Valà, Cardaccia
Fiaschi Ilari e tanti altri: alla fine sarà 0-0 e la Cingolana
rimane nell’Interregionale.
Nel
secondo anno di Interregionale (1987/88) è la volta di Fulvio
Mogianesi a ricoprire la carica di Presidente. La Cingolana viene
inserita nel girone centro-nord (Marche-Umbria-Toscana), le trasferte
sono un pochino meno difficoltose, il girone è più
“tecnico” e meno “agonistico”, le avversarie
questa volta sono Poggibonsi, Certaldo, Castefiorentino, Castellina
in Chianti, Città di Castello, Elettrocarbonium Narni, Narnese.
Arrivano altri giocatori: i difensori Faraone e Mantovani, la punta
Cervigni, ii centrocampisti quali il camerte Solvetti (“l’avvocato”)
e il settempedano Travaglini, anche il giovane locale Giuseppe Zitti
farà la sua comparsa. Sarà un campionato difficile
in cui la squadra di Salvi si classificherà al 13° posto.
Per ottenere la salvezza bisognerà battere, in uno
spareggio
fratricida, l’altra marchigiana la Castefrettese. Al “Diana”
di Osimo la Cingolana compie l’impresa: vince 1-0 con una
rete di “Checco” Antinori e rimane in Interregionale
(la Castefrettese verrà poi ripescata).
Nel terzo e ultimo anno di permanenza
in Interregionale (1988/89), che concide con l’avvento
di Giulio Pelagagge a Presidente della Cingolana, succede l’imponderabile.
La squadra di Salvi sta giocando un buon calcio, i risultati e la
posizione in classifica ne sono la dimostrazione. A sette giornate
dal termine i biancorossi occupano una posizione quasi di centro
classifica: i punti fatti sono 25 e sono ben sette le squadre che
la Cingolana precede. Ebbene le restanti gare, complice anche molta
sfortuna, sono un calvario, la paura comincia ad affiorare: basterebbe
conquistare 2 punti per la salvezza ma la Cingolana non ci riesce:
in 7 gare raccoglie solo 1 punto e retrocede!!
Nel
1989/90 la Cingolana, dunque, ritorna nel campionato
di Promozione; alla conduzione tecnica verrà
chiamato Marco Venturini, famoso già all’epoca per
il suo modulo di gioco: un 4-4-2 “Sacchiano” dove la
zona pura in difesa con i quattro difensori in linea era una prerogativa.
Alla fine la Cingolana otterrà un ottimo 5° posto, diversi
giovani locali verranno lanciati in prima squadra. Uno su tutti
si farà valere: il 18enne Simone Ultimi, anche se non era
del tutto inattesa la sua “ribalta”.
Il 1990/91 e il 1991/92 e 1992/93,
sempre in Promozione, sono per la Cingolana tre anni interlocutori,
di transizione. I risultati non sono dei migliori, gli allenatori
“bruciati” sono parecchi, i tifosi perdono un po’
di fiducia.
Nel primo di questi tre anni è il maceratese Giuseppe “Pino”
Brizi (moltissime presenze in Serie A con la maglia viola della
Fiorentina, vincitore dello scudetto 1968/69) a condurre la squadra
ad un mediocre 10° posto.
L’anno successivo le cose non è che vanno molto meglio:
gli allenatori che si succedono sulla panchina biancorossa sono
due. Inizia Claudio Mencarelli, mentre sarà Carlo Cappanera
(un ritorno di fiamma) a “traghettare”, da febbraio
’92, la squadra fino alla fine del campionato ottenendo l’11°
posto.
Nel
1992/93 Carlo Cappanera viene confermato ma la sua esperienza finisce
prima di iniziare: infatti, già da settembre la squadra sarà
affidata al duo Massaccesi/Falaschini che otterranno un discreto
7° posto finale. Giulio Pelagagge termina il suo quinquennio
da Presidente.
L’anno successivo, siamo nel 1993/94, si
cerca di dare una svolta al calcio cingolano avvolto oramai da un
torpore sempre più intenso. Si inserisce come presidente
l’Ing. Ermanno Frontaloni che chiama alla guida tecnica un
allenatore giovane emergente: l’anconetano Massimo Bartolini.
Il Comitato Regionale Marche della F.I.G.C. L.N.D., per la prima
volte istituisce il Campionato di Eccellenza (Girone unico) e due
gironi di Promozione (A e B).
La Cingolana viene inserita nel girone A quello “nordista”,
prevalentemente composto da squadre anconetane e pesaresi. Bartolini
conquisterà un onorevole 7° posto, meritando la fiducia
della dirigenza biancorossa che lo riconfermerà anche per
l’anno dopo.
Il 1994/95 per i colori biancorossi, dopo tante sofferenze, è
un anno entusiasmante. La posizione in classifica della squadra
oscilla sempre dal primo al terzo posto. Le promozioni alla serie
superiore (Eccellenza) saranno due: la Cingolana spera di esserci.
Tutto và a gonfie vele fino a quell’ultima maledetta
giornata in cui i biancorossi sono di scena in quel di Cagli. Per
ottenere la matematica promozione in Eccellenza basterà ottenere
un punto. I biancorossi purtroppo perdono per 1-0 e, per un perverso
gioco relativo agli scontri diretti, termina al 3° posto perdendo
il treno per la serie superiore.
Nel 1995/96 la Cingolana viene inserita per la
prima volta nel girone B “sudista” in cui più
che la tecnica la fa da padrone l’agonismo e la grinta. Il
Presidente Frontaloni non raggiunge l’accordo con il tecnico
Bartolini e chiama al suo posto lo jesino ed ex portiere dal passato
anche tra i professionisti, Luciano Barboni. La squadra probabilmente
non è stata costruita per fronteggiare un girone così
agguerrito e cominciano i primi problemi. I biancorossi stazionano
sempre nei bassifondi della classifica.
Alla fine si ottiene il 14° posto (terz’ultimo) ma non
basta: per salvarsi occorre effettuare lo spareggio con la 14^ classificata
dell’altro girone: la Filottranese.
Il drammatico match si svolge a Jesi e per la Cingolana si mette
subito bene: nei primi minuti và in vantaggio con Graziano
Bolletta, ma nel 2° tempo i biancorossi vengono prima raggiunti
e poi superati 1-2: è una dolorosa retrocessione in 1^ categoria.
Inizia
un quinquennio abbastanza buio per la società del Balcone
delle Marche che, dopo 12 stagioni, è ritornata
amaramente in 1^ categoria. Ermanno Frontaloni rimane in carica
come Presidente ma, per sanare il bilancio, è costretto a
cedere alcuni dei “pezzi pregiati” locali (vedi il bomber
Massimo Marchegiani, il centrocampista Luigi Pallotta e il portiere
Andrea Brunacci).
In questa stagione 1996/97 gli allenatori che si
succederanno sulla panchina biancorossa saranno tre: Claudio Mencarelli
prima, poi nel febbraio ’97, per una gara, Francesco Fabrizi
e quindi, fino al termine della stagione, toccherà a Paolo
Pigini guidare la squadra che otterrà un anonimo 11°
posto.
L’anno dopo, nel 1997/98, sarà ancora
un calvario. La squadra è affidata a Massimo Palanca da P.
Recanati, grande protagonista nel palcoscenico della Serie A con
le maglie di Catanzaro e Napoli negli anni ’70. La squadra
non “gira” e a gennaio ’98 arriva l’esonero;
al suo posto viene chiamato il cingolano Paolo Massaccesi e alla
fine la Cingolana ottiene una salvezza stentata (13° posto).
Il Presidente Frontaloni, dopo 5 stagioni, stanco, si dimette.
L’anno dopo inizia l’avventura ai vertici societari
Vittorio Tobaldi: siamo nel 1998/99, la squadra
viene affidata ad una vecchia conoscenza del calcio cingolano (come
giocatore) fin dai tempi dell’Interregionale: Marco Maiolatesi.
La squadra è stata costruita per ottenere risultati importanti,
ma qualcosa non funziona. A Dicembre ‘98 Maiolatesi viene
esonerato (il sesto allenatore in due anni e mezzo) ed anche questa
volta si opta per una soluzione “interna”: viene chiamato
il cingolano David Mugianesi anche lui vecchia gloria del calcio
biancorosso e nazionale (Serie B con la Cremonese, Serie C con Spal,
Vigor Senigallia ecc..). . Il “Mugia” guiderà
la squadra ad un buon 6° posto finale e si guadagnerà
la riconferma per l’anno successivo.
Siamo alla stagione 1999/00 e, anche David Mugianesi
resiste fino a Gennaio 2000, dopodiché viene esonerato. Al
suo posto vengono chiamati Roberto Compagnucci e Giancamilli. Anche
questa sarà una stagione difficile per i colori biancorossi.
Alla fine del campionato la Cingolana si classificherà al
9° posto.
La stagione 2000/01 verrà ricordata come
la più drammatica dell’ultimo ventennio
in quanto culminante con la retrocessione in 2^ categoria
dopo ben 18 anni! Una stagione da dimenticare nella quale
gioca la sua parte anche la sfortuna. L’allenatore è
il cingolano Francesco Fabrizi (attuale V. Allenatore in Promozione).
Il girone di andata vede la Cingolana “girare” in seconda
posizione: tutto và per il meglio. Nel ritorno la squadra
sembra essersi persa, disorientata tanto che Fabrizi viene esonerato
a 5 giornate dal termine (aprile 2001).. La squadra viene affidata
a Roberto Compagnucci e Maurizio Gagliardini che non possono evitare
comunque una clamorosa retrocessione. L’ultimo epilogo di
questa maledetta stagione è vissuto ad Ancona nello spareggio
play-out perso per 1-2 in casa del Real Conero, dopo aver vinto
per 1-0 a Cingoli.
Con la stagione 2001/02 inizierà il riscatto
di questa società e, sulla base di una programmazione ben
studiata a tavolino e di una classe dirigente rinnovata, si decide
di dare una svolta al calcio cingolano e di puntare, in due anni,
al doppio salto di categoria. Entrano in società dirigenti
giovani, motivati (Marco Pelagagge, Giandomenico e Giorgio
Giorgi, Massimiliano Bacelli) che subito portano quella ventata
di freschezza, di passione, di voglia di fare che da tempo mancava.
La squadra è affidata all’appignanese Maurizio Gagliardini
e, per puntare subito alla promozione, arrivano giocatori esperti
e validi quali Alberto Catena e Gigi Gufo (molte presenze in C.N.D.
il primo con Gegè di Giacomo ad Osimo il secondo con la maglia
della Recanatese), Stacchietti, Saracini, il bomber Marra, il portiere
Liuti. La squadra non parte male, ma poi qualcosa all’interno
dello spogliatoio comincia a “scricchiolare”. La società
capisce in tempo la situazione venutasi a creare e corre ai ripari.
Come spesso accade in questi casi, è l’allenatore a
pagare per tutti tanto che mister Gagliardini viene esonerato proprio
l’ultimo giorno dell’anno (31/12/01) al termine del
girone di andata.
Al suo posto viene chiamato lo jesino Giorgio Latini con il quale
inizierà un periodo di successi durato due anni paragonabile
solo a quello vissuto con Carlo Cappanera dal 1982 al 1984, durante
il quale si otterranno due promozioni. Latini riesce subito ad imporsi
sia dal punto di vista umano, instaurando ottimi rapporti con i
giocatori e con la dirigenza, sia dal punto di vista tecnico dando
un gioco bello, ma soprattutto concreto, alla squadra applicando
il classico modulo 4-4-2.
Inizia la rincorsa alla prime posizioni: alla fine del campionato
solo il Telusiano di M. S. Giusto precede i biancorossi ottenendo
la promozione diretta. Per la Cingolana comunque c’è
ancora lo spareggio da giocare per ottenere il salto di categoria.
Promozione centrata nell’ incontro vinto per 2-0 sulla Torrese
di Torre S. Patrizio (AP) allo Stadio “Della Vittoria”
di Tolentino il 12 maggio 2002 grazie ad una bella prestazione collettiva
con reti di Alberto Catena (“Kato”) e, quasi allo scadere,
di Graziano Bolletta. Si risale in 1^ categoria.
La stagione 2002/03 è storia recente. Latini
naturalmente viene riconfermato alla guida tecnica e si punta senza
nascondersi, alla promozione. L’ossatura della squadra rimane
la stessa e con alcuni importanti “ritocchi” diviene
competitiva. Arrivano alla corte di Latini giocatori come Martarelli,
Paolinelli, mentre ritornano a Cingoli Fugante e Ultimi. A dicembre
Vittorio Tobaldi, dopo quattro anni e mezzo di presidenza, lascia
la carica più importante per affidarla a Marco Pelagagge
(che segue le orme del padre Giulio già presidente nel quinquennio
1988/89-1992/93) che, insieme al nuovo Direttore Generale Giandomenico
Giorgi e a tutto il Consiglio Direttivo, dà subito una “sterzata”
cercando, fin da subito, di creare un’immagine vincente e
un’organizzazione solida della società.
Viene inaugurata la nuova sede sociale nei locali sottostanti la
tribuna del campo sportivo “Spivach” di Via Cerquatti
ed attivata una segreteria efficiente: ogni dirigente ha il proprio
compito in un’organizzazione nel complesso efficace.
Latini e i suoi ragazzi sono protagonisti di una cavalcata entusiasmante.
Ad un certo punto il campionato, dicono gli addetti ai lavori, è
praticamente “chiuso”: i biancorossi a meno di un terzo
dalla fine hanno nove punti di vantaggio sul Telusiano. Quando la
vittoria finale appare oramai scontata, la squadra non appare più
brillante come nella parte iniziale della stagione; soprattutto
dal punto di vista fisico si nota un certo calo. Diversi sono i
pareggi inaspettati contro squadre modeste mentre il Telusiano corre
come un treno inanellando vittorie su vittorie (alcune delle quali
fortunate e a pochi minuti dal termine). Si arriva così al
big match a Cingoli del 25/04/2003 (ultima giornata) con la Cingolana
che ha solo tre punti di vantaggio sulla squadra di M.S. Giusto.
Per i biancorossi ci sono due risultati su tre a disposizione per
mantenere la prima posizione ed ottenere la promozione diretta.
Dopo il vantaggio iniziale ospite dell’ex Marra ci penserà
il solito calcio piazzato di Catena a fissare il risultato sull’1-1
che significa Promozione!!! Alla fine del campionato saranno ben
35 le reti messe a segno dal “trio delle meraviglie”
Catena-Ultimi-Fugante che risulteranno determinanti ai
fini del successo finale.
a cura di Mirco Mazzieri
Si ringrazia per la collaborazione (dati statistici dell'Escursus)
il Sig. Massaccesi Leonardo.